Fontana a fuso

Fontana a fuso

La fontana a fuso posta in piazza Roma a Vitorchiano, di fronte alla base della Torre dell’orologio, fu realizzata completamente in peperino da artisti viterbesi tra il 1200 e il 1300. Presenta reminiscenze del lombardismo, ed è chiamata così per la sua forma particolare, appunto”a fuso”, caratteristica riscontrabile nelle coeve fontane realizzate nel territorio, come la fontana di Piano a Viterbo, o la fontana vecchia a Soriano nel Cimino. Un'iscrizione datata 1320 presente in basso nella torre dell'orologio posta alle spalle della fontana, reca inciso a caratteri gotici un bando municipale che vieta agli assassini e ai traditori di dimorare nel Comune. La lapide potrebbe risultare un'indicazione diretta dell'esistenza della costruzione comunale già agli inizi del XIV secolo, o meglio ancora del contesto e della funzione sociale che rivestiva la fontana pubblica attigua all'edificio. Il messaggio dell'epigrafe posto a protezione della comunità, ne palesa la valenza sociale indiretta della fontana stessa già nel XIV secolo. Il classico modello di piazza civica e religiosa medievale, rappresentata nello spazio delle pratiche politico-religiose-amministrative, in cui i luoghi del potere e della cittadinanza sono in prima istanza il palazzo comunale, la torre, la chiesa, ma anche la fonte pubblica, prese forma anche a Vitorchiano con il nome di piazza Roma. L'edificazione di una fonte pubblica, caratteristica comune all’edificazione delle piazze medioevali nell’Italia dei Comuni tra il Mille e il Milletrecento, corrispose quindi ad uno scenario urbano comunitario in cui anche la fontana rivestiva un ruolo essenziale all'interno della piazza come luogo di socialità e di riconoscimento collettivo. Purtroppo, per quanto ci è dato a sapere, riguardo la fontana a Fuso, la mancanza di fonti non permette una ricostruzione storica definita degli eventi che la caratterizzarono. Nel 2005 la Proloco di Vitorchiano ha provveduto a munire di una targa con le indicazioni della fontana che ne indicano il periodo di costruzione, apposta sul muro dell'adiacente torre dell'orologio. La fontana è caratterizzata da una vasca circolare con specchiature rettangolari al cui interno sono degli archetti trilobati. Al centro della vasca, si innalza una colonna con capitello a foglie larghe, sormontato da un cippo con quattro colonnine sostenute da archetti trilobi con gli emblemi dei quattro Evangelisti: il leone che identifica San Marco, il vitello che identifica San Luca, l’aquila che è il simbolo di San Giovanni ed infine l’angelo, simbolo di San Matteo, e dalle cui bocche sgorga l’acqua. La fontana termina con una piramide tronca sormontata da un fiore ogivo e decorata da quattro stemmi araldici, uno dei quali è lo stemma di Roma con l'acronimo S.P.Q.R.

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