Il Moai

Il Moai

Da Vitorchiano percorrendo Via Teverina per un breve tratto, si giunge al Moai. 

Si tratta di una gigantesca statua, alta sei metri, in peperino, che riproduce i monoliti antropomorfi dell’Isola di Pasqua “I Moai”. Il termine “moai” indicava la casta della popolazione.

L’opera venne realizzata a Vitorchiano nel 1990 da undici maori della famiglia Atan, originaria di Rapa Nui, giunti in Italia per promuovere il restauro delle loro statue. Viste le caratteristiche della pietra locale “il peperino” corrispondenti alla pietra vulcanica con cui sono realizzati i moai originali, al team cileno risultó facile la riproduzione del monumento utilizzando le stesse tecniche di realizzazione con asce e pietre. Questa statua rappresenta l’unica scultura Moai al mondo presente al di fuori dell’Isola di Pasqua. Una particolarità è che la statua venne realizzata in occasione della trasmissione televisiva “Alla ricerca dell’arca” di Mino d'Amato su rai3.

La collocazione originaria della statua era al centro del piazzale Umberto I, ma nel 2007 venne trasferita temporaneamente per essere esposta per nove mesi in Sardegna, a Villanovaforru in occasione della mostra di arte precolombiana nel Museo del Territorio «Sa Corona Arrubia». Una mostra che ricostruiva percorsi e testimonianze sugli usi e costumi delle popolazioni che abitarono un tempo le aree andine di Cile, Patagonia, Terra del fuoco e Isola di Pasqua.

Nel 2008, tornata a Vitorchiano, le venne data la nuova destinazione che coincide con l'attuale collocazione sulla via Teverina che si affaccia sullo straordinario belvedere del borgo sospeso.

Dal punto di vista stilistico il moai, è a tutti gli effetti una riproduzione fedele degli originali presenti presso l'isola di Pasqua. Attraverso profondi solchi, gli Atan hanno realizzato un monumento dai tratti duri, semplici e lineari, mentre il busto del monolite è appena scolpito. Sul capo il moai porta il Pukapo, copricapo scolpito, composto da due blocchi di peperino. La grande faccia allungata della statua è arricchita nel dettaglio dalle 'Orecchie Lunghe' e ben definite. L'ombelico, marcatamente sottolineato, indica un 'centro' simbolico nell'essere, sembra che toccarlo porti fortuna; le mani con le dita lunghissime ed affusolate, sono compostamente aderenti al ventre, piuttosto prominente. I pollici, anch'essi lunghi e affusolati, sono leggermente rivolti verso l'alto

ALLA RICERCA DELL'ARCA

https://youtu.be/EOF2bLd-dpw